"Il lato Jazz del Cuore" (Philology) Un disco di standards del jazz con testi completamente nuovi e in italiano. Parole ispirate tra un ascolto e l'altro. Poesie, visioni, musica e qualche momento per sorridere.

 

Nota di Paolo Piangiarelli - Philology Roberta Sdolfo Il Lato Jazz Del Cuore Philology W 462.2 (Revelation Series 62)

Questo disco è stato un salutare shock per me! Stavo ancora tentando di venir fuori da un nuova depressione (la terza in 6 anni, una ogni due!) che aveva tutta l'aria - brutta com'era - di essere anche quella finale, quando ho ricevuto "IL LATO JAZZ DEL CUORE" di Roberta Sdolfo che, per ragioni misteriose (di destino, a questo punto…) ho deciso, differentemente da quanto fatto per gli altri dischi che si erano da mesi accumulati nel mio studio, tanto la Philology mi pareva giunta al capolinea, di ascoltare! Forse ho sentito il fascino di quel titolo, che mi ha richiamato alla mente, la front cover del disco "THE HEART OF THE BALLAD" di CHET BAKER con ENRICO PIERANUNZI, l'ultimo sublime volo del POETA della tromba, l'ultimo, insieme a "LITTLE GIRL BLUE", della vita del gigante di Yale (Oklahoma, USA)… oppure, forse, è stato il primo soffio di primavera (dopo il terribile inverno) che si è dolcemente insinuato nel mio sangue intorpidito sino a scaldarlo e renderlo più compatibile con la vita che, forse, avevo deciso di non vivere più… forse è stato un mix di queste cose, forse… o forse è stato qualcuno, lassù, Dio… e mio padre Annibale che è sicuramente dentro Dio dal 26 Aprile del 1956, anno in cui a Dio ritornò per riportargli la Bontà che LUI gli aveva dato in prestito per 47 anni e di cui, con ogni evidenza, LUI aveva assoluto bisogno!

Mi piace pensare che sia andata così e che io ero comunque pronto, predisposto, ad accogliere (da Dio e da mio padre Annibale) il dono prezioso che questa meravigliosa cantante di Milano aveva da poco liberato in uno studio di registrazione (Jam Session Music Studio) assistita da un tecnico del suono, Massimo Guasconi, che ha fatto miracoli per rendere al meglio la grandezza vocale di Roberta e la sorprendente, contagiosa sottigliezza della sezione composta da Alberto Bonacasa al pianoforte, Gianluca Alberti al contrabbasso e Roberto Paglieri alla batteria, con Roberta da più 20 anni, da cui l'affiatamento che scoprirete sin dal primo ascolto e che continuerà a darvi conferme, certezze e gioie dal secondo in poi, sino, ed oltre, al millesimo.

Ormai mi conoscete, il mio entusiasmo per la Musica mi ha ispirato sessions capolavoro che Philology ha inanellato, anno dopo anno, dal Luglio 1987 ad oggi… non avrei motivi per espormi al vostro severo giudizio su questo disco capolavoro, se questo disco non lo fosse davvero, un capolavoro… Buon ascolto e che sia un ascolto attento, partecipato e rispettoso dell'Arte vocale - e poetica - di Roberta Sdolfo. Philology W 462.2 (Revelation Series 62) - www.philologyjazz.it Responsabile Promozione: Matteo Foà

 

 

 

 Amedeo Furfaro, collaboratore di numerose testate giornalistiche regionali, nazionali e jazzistiche,

ha inserito " Il lato jazz del cuore "

nel suo volume " Il giro del jazz in 80 dischi "

tra quelli selezionati per raccontare il jazz italiano

in 80 dischi dal 2009 a oggi

 

 

 http://blog.libero.it/MondoJazz/13095954.html?ssonc=1695522603

 

 

 

 

 "Roberta Sdolfo e Alberto Bonacasa feat. Emanuele Cisi e Sandro Gibellini":

 

 

Dopo “Il Lato Jazz del Cuore” del 2011 - un disco di standards rivisitati con testi originali di composizione della cantante milanese, con il quale Roberta è entrata nella classifica Top Jazz 2011 redatta dal mensile Musica Jazz relativamente alle categorie Migliori Voci e Migliori Nuovi Talenti - sarà, appunto “Spirito del Vento” quello che ancora una volta farà incontrare, nei progetti discografici come dal vivo, Roberta Sdolfo e il suo compagno, in musica, di sempre, Alberto Bonacasa, al pianoforte insieme alla ritmica affezionata composta da Gianluca Alberti al contrabbasso e Roberto Paglieri alla batteria, insieme questa volta, a due grandi nomi del jazz italiano: il grande maestro della chitarra jazz Sandro Gibellini e uno dei più quotati saxofonisti del momento in Italia, Emanuele Cisi.

 

Philology Record

 

 

 

 

http://www.soundcontest.com/recensioni/spirito-del-vento/

 

Recensione di Stefano Dentice

 

 

ROBERTA SDOLFO / ALBERTO BONACASA TRIO FEAT. EMANUELE CISI & SANDRO GIBELLINI

Spirito del Vento

Philology, 2016

Un’idea singolare e decisamente brillante, quella di rielaborare completamente alcuni celeberrimi standard del jazz non solo attraverso nuovi e sobri arrangiamenti concepiti ad hoc (a cura di Alberto Bonacasa), ma soprattutto tramite una profonda scrittura ex novo dei testi, volta a imprimere un significato ascetico che tocca la sfera emozionale. “Spirito del Vento” è la nuova fatica discografica partorita da Roberta Sdolfo / Alberto Bonacasa Trio feat. Emanuele Cisi & Sandro Gibellini, formazione costituita da Roberta Sdolfo (voce), Alberto Bonacasa (pianoforte), Gianluca Alberti (contrabbasso), Roberto Paglieri (batteria) e i prestigiosi special guest Emanuele Cisi (sax) e Sandro Gibellini (chitarra). Il CD contiene undici brani, di cui sei (Round midnight – Spirito del Vento, My Romance – Poeta senza meta, My funny Valentine – Fame dell’anima, Chega de saudade – Rinascita, Corcovado – Rifugio ed Every time we say goodbye – Lascia al domani) presentano testi originali autografati da Roberta Sdolfo. In Round midnight – Spirito del Vento (Thelonious Monk) la cantante dà vita a un’interpretazione debordante di trasporto emotivo, adornata da un pizzico di raffinata teatralità. Il sermone improvvisativo di Gibellini è colmo di cantabilità, ingemmato da un ammirevole senso melodico. La romantica e carezzevole My funny Valentine – Fame dell’anima (Richard Rodgers), in cui la vocalist gestisce sapientemente la dinamica, esalta la classe cristallina di Cisi, che cesella un’elocuzione magnetica, impreziosita da un suono penetrante. L’intramontabile Chega de saudade – Rinascita (Antonio Carlos Jobim) è una composizione carica di fascino. Qui il sassofonista genera un eloquio che brilla per una musicalità colta e abbagliante. “Spirito del Vento” è un album manifesto di grande ricchezza interiore, pullulante di inebrianti colorazioni carioca che rappresentano un vero e proprio tratto distintivo, in cui nulla è pedissequo e lasciato al caso.

 

 

 

 

 

 

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